Domani è arrivato

1 Dicembre 2008 1 commento

E non mi sembra vero. Un lungo ma vorticoso mese tra la prima partenza e questa seconda. Un mese che, quando è iniziato, sembrava lunghissimo. Lo è stato per molti versi, ma solo adesso, alla vigilia della partenza, me ne rendo conto. Mentre lo vivevo era come se la tensione verso questo 2 dicembre dissolvesse lo svolgersi dei giorni l’uno dietro l’altro, rapidamente. Invece è stato un mese, e tante cose sono successe. Non all’esterno, io sono sempre io, ma sicuramente dentro me. Cose belle, momenti di malinconia, nervoso ed esasperazione. E tanta, tanta voglia di fare cose nuove. Non so se andrà come l’altra volta; ci sono tanti fattori in più e qualcuno in meno: non c’è l’impatto del passare per la prima volta del tempo insieme da soli, quindi il conoscersi meglio. Ci conosciamo un pò meglio. C’è un altro tipo di curiosità, ovvero capire com’è stare assieme adesso che sappiamo come siamo, cosa vogliamo. Tornare lì, a respirare vicino a lui di nuovo mi regalerà cose che non conosco ancora e che si aggiungeranno al mio bagaglio. Troppe emozioni, troppo stomaco. Potrò, forse, scrivere con più calma nel momento in cui sarò tornata: perchè se anche stavolta dovesse andare bene, se dovessimo capire che stiamo DAVVERO bene, allora ci sarà da rifletterci su. Seriamente.

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Nervosa.

24 Novembre 2008 Commenti chiusi

Nervosissima. L’ultima settimana che mi separa dalla partenza la sto vivendo malissimo. Come se tutti i malumori che ero finora riuscita a gestire si siano concentrati tutti in queste ore, guastandomi l’emozione dell’attesa. Quando sono tornata a casa, l’altra volta, pensavo al fatto che sarebbe passato un mese prima di poter riprendere quel treno: mi sembrava un secolo. Invece un mese è (quasi) passato, ed io vorrei vivermi meglio questi giorni. E’ che sono stanca. E’ che qui non faccio altro che ripetere inutilmente rituali che mi tengono legata ad un passato che non mi interessa più, e questa cosami esaspera non poco. Cammino ogni giorno, nella speranzadi ritrovare qualcosa che mi entusiasmi, ma niente: solo fastidio e malinconia. Non è bene questo, non è bene perchè la mia vita per adesso è QUI, ed io non posso non tenerne conto. Perchè per quanto la cosa che davvero mi mantiene viva sia a chilometri di distanza, io mi dovrei poter costruire una realtà accettabile anche qui, perchè mesi e mesi dovranno passare prima che io possa decidere di spostarmi,e saranno mesi non semplici anzi, decisamente faticosi. E non è ancora detto che alla fine di questo percorso io arrivi ancor convinta di voler partire, quindi devo trovare qualcosa che vada. Mi dispiace per i miei, che mi vedono sempre nervosa ed irritabile, che non riescono ad avere una risposta non dico affettuosa ma quantomeno tranquilla. Mi dispiace davvero per loro. Mi dispiace anche per me, perchè vorrei sentirmi diversamente, e non ci riesco. Perchè l’unico pensiero che riesce ad arginare il mio malumore è l’idea che a quest’ora, martedì prossimo, saremo insieme. Se non ci fosse questo pensiero sarebbe veramente tutto troppo cupo e inaffrontabile. Sono stanca,e se potessi andrei a letto adesso. Ho solo voglia di dormire di quel sonno senza sogni e senza contatto con la realtà, unico rifugio per ora da una vita che non mi piace. Ma tanto lo so che la vita, questa stronza, non ha fretta e soprattutto ha molta pazienza. Per cui seppure mi dovessi addormentare la ritroverò domattina che mi sorride crudelmente seduta ai piedi del mio letto.

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Conto Le Ore..

18 Novembre 2008 2 commenti

Ho Preso In Mano La fotocamera Oggi..

16 Novembre 2008 1 commento

Una Nuova Vita?

13 Novembre 2008 3 commenti

A volte penso di averla iniziata, a volte non ne sono sicura. Forse è normale, tutti i cambiamenti sono corredati da una serie più o meno complessa di dubbi ed incertezze. Forse il cambiamento sta proprio nel dubbio e nell’incertezza: intendo proprio la fase della svolta, non a cose avvenute, quando le cose avvengono non è più cambiamento, è lo stabilizzarsi di una nuova realtà, che si presuppone debba essere stabile (anche se meglio non parlare di stabilità,mai). Non mi piace litigare con le persone, specie quando si tratta di persone alle quali tengo: ma meno ancora mi piace che le stesse persone, che dicono di tenere anche loro a me, si chiudono dietro un muro di superficialità, lanciando parole che potrebbero ferire: e dico potrebbero perchè credo di aver imparato a non lasciarmi ferire più tanto da certe cose. A fronte della mia passata comprensione,del mio non aver mai fatto domande ma solo ascoltato i loro momenti difficili mi rirovo freddezza e giudizi facili. Questo non posso e sostanzialmente non voglio più perdonarlo: potere potrei, perchè sono naturalmente portata a dimenticare, a dare una spiegazione ai momenti neri degli altri, a trovare anche nella peggiore delle azioni una logica che in qualche modo la renda meno "cattiva". Ma devo smettere di farlo, non fa bene a me e tutto sommato non fa bene neanche agli altri.Sono arrivata alle soglie dei trent’anni collezionando una serie di abbagli che mi hanno progressivamente convinta che la solitudine sia lo status migliore per un essere umano, e questo per me è assolutamente nocivo perchè in vita mia non sono mai stata una sociopatica, semmai il contrario, sempre rivolta all’esterno con fiducia e disponibilità totali. Invece adesso tendo a chiudermi, e non per scelta, per una cosa ancor più triste: per paura. Si, lo so, la paura dell’altro è fisiologica in certi periodi delicati della propria vita, ma io la detesto, è come un male soffocante per me, non riesco a trovarci nulla di positivo, nulla che mi possa insegnare alcunchè. Solo in quei giorni che iniziano ad essere lontani anche se poi non molto, ho smesso per un pò di avere paura. Solo con la mia mano nella sua sono riuscita a credere di nuovo che la vita ti può regalare cose belle ed inaspettate, e questa sensazione di libertà e serenità niente è riuscita a guastarmela, anche perchè lui ha fatto (e fa anche a distanza finora) di tutto per dissiparla questa paura, anche se forse non ne conosce l’esistenza. Forse lo fa perchè è come me, e quindi scambio le cose che fa per se stesso per cose che fa per me: tanto,è uguale, stiamo bene entrambi. Perchè che stiamo bene è innegabile, almeno finora. Come quando nuoti a perdifiato in apnea,e dopo cinquanta bracciate tiri fuori la testa per prendere aria: quella prima boccata che ti rida energia e voglia di continuare a nuotare è lui per me, adesso. Per quanto lo sarà? Non lo so, è così presto.. Ma lo è adesso. E mi basta (adesso).

Con Un Libro Davanti.

11 Novembre 2008 3 commenti

Perchè solo ieri ho saputo che il primo dicembre mi toccherà fare un resoconto (il primo) del lavoro che sto svolgendo. Ergo,ho più o meno una ventina di giorni per scrivere e ripassare cose delle quali molte non le tocco dai tempi degli esami universitari (non che sia molto tempo fa,ma è comunque tempo fa). Che Dio me la mandi buona (non voglio essere blasfema, ma nel mio caso Dio è il professore..). Il libro è davanti, ogni tanto scrivo, ogni tanto annoto qualcosa, mi segno alcune parole, e ho un documento Word ancora vuoto aperto davanti a me. Di stendere qualcosa, ancora neanche l’ombra. Devo trovare il via. Ma qual’è il via? vabbè, arriverà. E’ che è ancora tutto troppo fresco. Il sapore e l’odore di giorni stranieri che mi hanno regalato più quiete di casa mia. Il sapore e l’odore di una persona che adesso mi svela cose che non ricordavo. La paura, perchè so che le cose che iniziano così non sono generalmente destinate a durare, ma cosa devo fare, abbandonare la nave prima che affondi? Forse non affonderà, o forse si. Ancora non vedo topi correre qui e lì in cerca della salvezza, vedremo.

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E’ pur sempre un inizio..

10 Novembre 2008 3 commenti

Da qualche parte si deve anche cominciare. O meglio, ricominciare. Non so perchè proprio da qui, non so perchè ancora una volta. Mille volte ho creduto di aver cominciato la strada giusta, altrettante volte mi sono dovuta ricredere. Una vita serena, forse non felicissima ma sicura è finita sabato 26 ottobre. Avrei forse potuto fare qualcosa per non farla morire, ma non ho fatto nulla, ho lasciato che le cose andassero nell’unica direzione possibile, quella che porta alla fine. Tra alti  bassi, speranze e tristezze stasera sono approdata qui. Non chiedo nulla neanche a me stessa al momento, perchè quello che voglio non lo posso avere, non adesso almeno. Ho assaggiato attimi di felicità che non so se mi apparterranno, e adesso solo quelli mi fanno accennare un sorriso.

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